elenco artisti - FABBRICA BORRONI

fabbrica borroni
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Non si vive senza arte, perchè l’arte è dentro di noi, è parte di noi.Davanti a un quadro, a una scultura, a una fotografia, qualcosa ci sussulta dentro e ci emoziona, e abbiamo comunque una reazione:di apprezzamento, di indifferenza,di rifiuto. Ma abbiamo una reazione.
Quando alla Fabbrica è in corso una visita guidata della Collezione, cerchiamo di trasmettere quell’emozione che noi stessi abbiamo provato e proviamo ancora.Cerchiamo di risvegliare la curiosità e l’emozione, non tanto spiegando didatticamente quanto cercando di coinvolgere le persone dal punto di vista motivo. Il miglior complimento  è quello di un anziano signore che qualche tempo fa è venuto in vista con me.“Forse non ho capito bene le differenze fra una scuola e l’altra, fra una tecnica e l’altra, ma di certo la settimana ventura andrò a vedere almeno un paio di mostre!”Come in un famoso film  di Ozpetek, in quel signore si era risvegliata una parte importante del suo cuore, il cuore sacro.Tutti noi abbiamo un cuore sacro, che talora dorme perchè non è sollecitato.Sta a noi svegliarlo e coltivarlo, sta a noi trovarlo negli altri,soprattutto nei giovani, e convincerli che è una parte importante, se non la più importante.A me è successo molti anni fa, quando già acquistavo opere di artisti noti o famosi,ma sentivo un disagio crescente e una lontananza sempre più evidente.Stavo davanti alle opere, che erano bellissime, ma non c’era alcuna comunicazione,alcuna emozione.Ero un visitatore esterno e fugace,malgrado l’opera fosse mia.Qualcuno mi suggerì di occuparmi dei giovani pittori italiani, che negli anni ’80 erano messi malissimo: chi allora dipingeva e basta, aveva le stesse possibilità di sopravvivenza di un gatto sulla tangenziale.
Così cominciai la collezione
andando a Roma a conoscere i protagonisti della Scuola di San Lorenzo, che allora vivevano in via degli Ausoni al freddo e senza soldi,ma dipingevano e scolpivano cose nuove e importanti, con la rabbia degli incompresi ma anche con la sicurezza e la fede di chi ha la convinzione di essere nel giusto.Per molti anni tornai a Roma acquistando le loro opere e approfondendo l’amicizia, a volte burrascosa, ma sempre vibrante , con Ceccobelli, Nunzio, Tirelli, Pizzi Cannella, Sanjust, e tanti altri.Oggi la collezione raccoglie quasi cento fra le loro opere più belle e più importanti, e l’amicizia continua, ed è arrivato anche il riconoscimento unanime della critica e del pubblico.Ma allora..
Intanto a Torino altri giovani importanti scoprivano i nuovi mezzi di comunicazione e cercavano di tenerne conto nelle loro opere.
Pusole, Galliano,Kastelic,De Paris, Pisano, e a Milano Schmidlin e Cassarà, per citarne solo alcuni, scoprono una nuova possibilità di dipingere e scolpire tenendo conto dei mass media (computer,cinema,fumetto,foto digitale,televisione).Il loro coetaneo Zanichelli,insieme ad Andrea Sapienza, avevano indicato la strada.Un grande gallerista di Torino, Guido Carbone, coraggiosamente li adottava in massa e li lanciava clamorosamente al centro della stanca situazione italiana, con risultati importantissimi.La pittura poteva rialzare la testa, e da lì nasceva tutto il movimento della Nuova Figurazione Italiana.La Collezione Borroni vanta un importante nucleo di opere della Scuola Mediale e della Nuova Figurazione Italiana, che costituiscono un passaggio obbligato e una testimonianza fondamentale per i giovani artisti. Oltre a questo, la Collezione da qualche tempo accoglie anche giovane fotografia e importanti opere della Street Art italiana, installazioni e perfomances. Dal 2006 la Fabbrica ha uno staff di giovani collaboratori che progettano mostre e manifestazioni relative alla giovane arte italiana in tutte le sue declinazioni, e che lavorano anche sul territorio e in associazione con altre realtà importanti e con gli Enti comunali,provinciali e regionali.
Non più dunque solo la Collezione, espressione del gusto del collezionista, ma un lavoro assiduo e difficile per avvicinare l’arte a tutti, per far sentire a tutti che l’arte non è una cosa lontana, separata, irragiungibile o inutile.
La Collezione Borroni riassume trent’anni di ricerca appassionata e di scelte talora difficili o rischiose, di scommesse personali a volte vinte a volte perse.
La visita, negli spazi grandi e silenziosi, rende omaggio a una vecchia signora che tutti i giorni trova nuovi trucchi e nuove ragioni per affascinare e per meditare.
L’augurio migliore che posso e voglio fare al lettore e al visitatore è quello di sentirsi più vicino a ciò che è già suo, cioè la forza della bellezza e la calma dello spirito.
Come quando, in qualche viaggio, ci si ferma d’improvviso in un posto e ci sembra di riconoscerlo, di averlo sempre visto.L’artista ha questo compito: farti sapere quello che pensavi.


 
 
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